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Recensioni Delta Kream

Delta Kream di Black Keys
Recensioni: 5/5
Delta Kream celebra le origini della band attraverso undici brani votati al Mississippi Hill Country Blues, con canzoni di R. L. Burnside, Junior Kimbrough e altri artisti che hanno contribuito alla formazione musicale dei Black Keys.

«Un racconto fatto di riff e sudore, a tratti ululante, così come elettrico e limaccioso, custodito tra le spire del Mississippi. Un immaginario artistico e musicale prima ancora che un viaggio a ritroso nella grande confluenza tra blues e rock»Rockol.it

Il 14 maggio The Black Keys pubblicano il loro decimo album in studio dal titolo “Delta Kream” su etichetta Nonesuch Records. L’album celebra le origini della band attraverso undici brani votati al Mississippi Hill Country Blues, con canzoni di R. L. Burnside, Junior Kimbrough e altri artisti che hanno contribuito alla formazione musicale dei Black Keys. Dan Auerbach e Patrick Carney hanno registrato “Delta Kream” all’Easy Eye Sound di Nashville, studio di Auerbach. Con loro numerosi musicisti e leggende del blues come Kenny Brown, Eric Deaton, R. L. Burnside e Junior Kimbrough. Il titolo dell’album è ispirato all’iconica foto di William Eggleston in copertina.
“Abbiamo realizzato questo album per onorare la scena musicale blues del Mississippi che ci ha dato influenzato fin dall’inizio”, spiega Auerbach. “Per noi questi brani sono tanto importanti oggi quanto lo sono stati il primo giorno che io e Pat abbiamo iniziato a suonare insieme. È stato davvero emozionante, di grande ispirazione e del tutto naturale riscoprirli con Pat, Kenny Brown ed Eric Deaton”.
“Abbiamo pianificato il tutto con pochi giorni di preavviso”, ricorda Carney. “Abbiamo registrato l’intero album in una decina di ore, nell’arco di due pomeriggi alla fine del ‘Let’s Rock’ tour”. The Black Keys presentano inoltre il primo singolo dal titolo “Crawling Kingsnake”. “Ero alle superiori quando ho ascoltato per la prima volta la versione di [John Lee] Hooker”, ricorda Auerbach. “Mio zio Tim mi regalò quell’album. La nostra versione ha uno stile molto più vicino a quello di Junior Kimbrough. Praticamente un disco riff!”. “Siamo arrivati a questa intro di batteria quasi per caso”, aggiunge Carney, “e ce ne siamo subito innamorati. L’obiettivo finale è stato poi quello di amalgamare le chitarre al profondo groove creato da me ed Eric”. La musica nata nel nord del Mississippi ha da sempre un forte ascendete sul suono de The Black Keys, dalle loro cover di “Busted” di R.L. Burnide e di “Do The Romp” di Junior Kimbrough al loro album di debutto. Formatosi a Akron (Ohio) nel 2001, The Black Keys, definiti “i sovrani del rock” da Associated Press e “una delle migliori rock ‘n’ roll band del pianeta” da Uncut, sono: il chitarrista/cantante Dan Auerbach e il batterista Patrick Carney. Dopo essersi esibita in una miriade di piccoli club, la band ha conquistato le arene di tutto il mondo e pubblicato nove album in studio: il primo di debutto “The Big Come Up” (2002), seguito da “Thickfreakness” (2003) e “Rubber Factory” (2004), e le successive pubblicazioni per Nonesuch Records “Magic Potion” (2006), “Attack & Release” (2008), “Brothers” (2010), “El Camino” (2011), “Turn Blue” (2014) e il più recente “Let’s Rock” (2019), più l’edizione per i dieci anni di “Brothers” (2020). The Black Keys hanno vinto sei Grammy Award e un BRIT Award e suonato da headliner nei più importanti festival in US ed in Europa.)
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